Logo Ediself bianco e rosso abbrev Ediself   FUTURO  ETICO

 

 
Emma - Destino di madre Il cane che respirava il respiro IGEA ed altre storie Della veridica storia del cavallo che giudicò i suoi giudici Oggi imparerai a dividere il mondo L'urlo della Dea Madre Il gene oscuro Il patto del cane selvaggio
Home Chi siamo Saggistica Narrativa Progetto Mai più Malati Condizioni di acquisto Contatti

Oggi imparerai a dividere il mondo

 

 

 

 


Editore: Ediself

Genere: Poesie

Formato: tascabile

Pagine: 66

Lingua: Italiano

Anno: 2007

Prezzo: Euro 8,00 AGGIUNGI AL CARRELLO

 


 

In fondo quello di poeta

è il mestiere più semplice al mondo.

Non deve inventare il poeta e neanche sudare

o correre gridare o stare a zappare.

 

È comodo del poeta il mestiere

a stare seduto e stare a vedere

e neanche con gli occhi

e sol col pensiero.

 

Soltanto capire lui deve

e poi fedele deve riscrivere

deve soltanto bene sentire

e quindi descrivere

 

deve dare ascolto udire origliare

e poi semplicemente tutto portare.

 

È difficile un mestiere così?

Forse sì, ma solo per quelli

che non ascoltano i pensieri di Dio.

 

 

                              * * *   * * *

 

 

PER LA MORTE DEL MIO CANE

 

 

Ingiusta è sempre la morte

per quelli che restano.

 

Non esiste morte animale

ma c’è un affetto che rende tutto uguale

come nebbia che uguaglia il cielo col mare.

 

È quello che dall’amore

fa sì che nasca il dolore

e piango così avvilito

ora che solo come mai eri partito;

 

e ti auguro come a un povero caro

che tu possa nei prati di Dio

come con me continuare a giocare

 

con gli occhi irrequieti continuare a guardare

per un niente ancora balzare abbaiare

le mie figlie continuare ad amare

come facevi quando addosso

irrequieto ci correvi a saltare.

 

Che Dio mi perdoni se a Lui ti affido animale

ma prego io credo e io spero

che ci sia un mondo che ti renda a noi uguale

a un umano animale

tu così più umano animale

che avevi solo le qualità animali;

 

conoscevi la gioia e il dolore

ma non per esempio il rancore

 

e sicuro che tu di me eri migliore.

 

Ora giaci disteso sotto questo terreno così oscuro

per chi duro ti nega un futuro.

 

Ma a noi almeno piace augurare

come facevano gli antichi romani

che la terra su di te possa esserti lieve

come quando tu su di essa leggero correvi

 

che memoria per sempre tu possa lasciare

perché ancora pur morto ci sai rasserenare;

 

e ci rimane il ricordo di te

che con noi sei stato per quello che hai potuto;

sedici dei nostri anni hai con noi convissuto

gioie e dolori con noi hai tenuto

 

troppo lungo è stato questo tempo vissuto

troppo forte l’affetto riavuto

per poter ora

il dolore per te essere muto.